LA CONQUISTA DELL’INDIPENDENZA PASSA DALLE “FLESSIONI”

Affonda, Spingi e Rialzati!

Oggi combattiamo per la sopravvivenza della razza umana, oggi è il giorno in cui l’umanità ha detto a un solo grido noi non ce ne andremo in silenzio nella notte, oggi festeggiamo il nostro giorno dell’indipendenza!”

Te la ricordi?

Questa è una citazione tratta dal celebre film Indipendence Day.

Da brividi eh?

Cosa c’entra con te e con la tua voglia di rimetterti in forma?
Presto detto!
Mettiti comodo che sto per raccontarti una storia, una bella storia su come una persona come te è riuscita a conquistare la SUA indipendenza.

Fin da bambino mi sono piaciute un sacco le storie.
A te?

Mica Cenerentola, Bambi, o quelle cose traumatiche…dove muoiono tutti o sono tutti tristi, orfani, malati e soli.
O peggio, felici e contenti!

No no, le storie epiche, quelle dove ci sono eroi che lottano, cadono, si rialzano… cadono di nuovo… e si rialzano più forti!

Sarà per questo che poi, crescendo, sono diventato ossessionato dai Supereroi della Marvel?
Probabile.

Dicevo, eroi che combattono i mostri, i terribili giganti.
E le prendono. E cadono. E si rialzano.

Le prendono di nuovo, più forte. E si rialzano, di nuovo, più forti.

Fino a che non riescono a sconfiggerli quei mostri e a diventare enormi, leggendari, SUPER!

Ecco, oggi vorrei raccontarti la storia di UNA di loro, vera, reale.

Una SUPEREROINA che ho avuto la fortuna di incontrare lungo il mio cammino e con cui ho avuto l’onore di lottare fianco a fianco.

Meglio cominciare dall’inizio no?

C’era una volta…

Un giorno come gli altri, mi passano un contatto in palestra. E’ BP, vuole dimagrire.

Fissiamo appuntamento.

Lasciami premettere una cosa.
Da quando ho cominciato a fare questo lavoro, ho iniziato ad affinare una certa acutezza sensoriale che può fare la differenza in questo campo.
E devo ammettere che è vero!

Quando ci vediamo, la osservo avvicinarsi.
Osservo i suoi movimenti.
Ascolto la sua voce.
Noto il suo sguardo.

Parto con le domande di routine: come ti chiami? Età? Cosa ti porta da me?

Ecco, ogni persona che incontro, che viene ad incontrarmi per iniziare una collaborazione, porta con se la sua storia. Personalissima. Unica.

Quella di B si rivela più “polposa” del previsto.

I suoi mostri sono davvero grandi e grossi.
E fanno paura, paura davvero.
Tanto da paralizzarla.

Cominciamo il nostro percorso insieme e subito è chiaro il canovaccio che seguiremo: lei super convinta che NON CE LA PUO’ FARE.
Lì per terra caduta sotto i colpi di una autostima che non c’è.
Schiacciata da un peso enorme, eccessivo, nemmeno tutto suo.

Ed io lì ad infonderle coraggio, sicurezza.
A dimostrarle che mentre dice di non riuscire a farcela, ce la sta già facendo.
Sta già diventando una versione migliore di se stessa.

Respiro dopo respiro, goccia dopo goccia di quel sudore che rappresenta le lacrime che non riesce a versare, lottiamo insieme contro quei dannati mostri che la perseguitano da tanto tempo. Troppo tempo. Impedendole di essere quello che lei vuole essere.

Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, la cara B migliora.

Lei non lo vede ancora, non vuole vederlo in realtà. Ma migliora!

Riesce a sostenere le sedute di allenamento previste, riesce a fare il lavoro programmato. incrementa i carichi.
Comincia a familiarizzare con la nuova alimentazione.
Comincia a divertirsi.

Vediamo insieme i suoi dannati mostri rimpicciolirsi, indebolirsi.
Giorno dopo giorno.

Tutto sembra andare nel verso giusto.

Ma rimane un mostro gigante, enorme, cattivo e bastardo.
Si nasconde dietro un esercizio epico.

Un esercizio che tutti gli ammiratori di Rocky hanno imparato ad amare.

Forse l’esercizio per eccellenza del fitness.

Le “FLESSIONI”!

 

B è irremovibile:

“LE FLESSIONI NON RIUSCIRO’ MAI A FARLE!”

Sentenzia convinta!

Potevo accontentarmi e dirmi: “Dai cavolo, è partita da sotto zero! Ne ha fatta di strada! Che cavolo vuoi che sia una flessione?”

Cosa poteva mai rappresentare una flessione?

Un gesto così stupido: piegare le braccia, spinti dal peso della gravità.

Arrivare ad un millimetro da terra e poi

OPPORSI! SPINGERE! RIALZARSI!

Cosa poteva rappresentare se non LA PROVA FINALE? La lotta contro quell’ultimo temutissimo nemico?

TUTTO IN UN SEMPLICE GESTO!

Quindi, messo da parte l’autocompiacimento, superato quel momento di crisi, riparto conscio del mio passato.

Da buon Ingegnere intuisco che in questo caso non è consigliabile prendere la situazione di petto.
Piuttosto meglio aggirare l’ostacolo.
Assecondare momentaneamente B, dandole corda.

Ok, hai ragione. Non ce la puoi fare per ora. Ma con qualche trucchetto probabilmente ci riusciamo lo stesso

Come? Barando? Io NON baro!

Più o meno…Fidati di me!”

E così abbiamo cominciato a sollevarci dal peso del piede di quell’enorme mostro che ci schiacciava una volta.
Poi due.
Poi tre.

Con un piccolo trucchetto ma siamo arrivati a dieci.
10!!!!

Ci siamo rialzati DIECI VOLTE!

B ha regito BEN DIECI VOLTE alla schiacciante pressione del mostro!

EROICA!

Poi…Poi niente, sono partito per le vacanze.

Quindi giorni in cui B si è gestita da sola! Senza supporto materiale.

Solo aggiornamenti periodici sullo status.

Sola.

Poi succede che torno.

Ci rincontriamo e noto subito qualcosa di diverso.
Nel modo di camminare, nella postura.

Indovina cosa doveva fare da programma il giorno che ci siamo rivisti?

Esatto!

Le “Flessioni”!

La seguo un po’ più da lontano questa volta.
La lascio fare… Procede sicura.

Esegue le “flessioni facilitate”.

Una, due, tre … dieci!
Tranquilla.
TROPPO!

B hai pensato di farle senza aiutino?

NON CE LA FACCIO!

….” (—> e figurati!)

Fidati che ce la fai! Avanti!

Si mette in posizione, comincia a piegarsi e… SBAMMMMM!
Il mostro la schiaccia col piedone!

VISTO? Ti avevo detto che non ce la facevo! Le braccia tremavano ed hanno ceduto!

Rifalla. Convinta però. Ce l’hai: sono tue. Ce l’hai!

B ha imparato a conoscermi.
Sa che non ce ne saremmo andati di là se non l’avesse rifatto.
Mugugnando si rimette in posizione.

Giù.

Il Mostro la schiaccia!
Trema, ansima.
Si risolleva!

Una, due, tre… non si ferma più!

Hai fatto! STOP!

Si rialza. Mi guarda.

Gli occhi sono giganti, ridono.

Lei ride.

NON CI CREDO! LE HO FATTE!

E comincia a saltare…

IL MOSTRO E’ SCONFITTO!

Si sente una super eroina!

Lo è!

Ha nuovi stimoli ora!

Nuovi obiettivi l’attendono.

Ci saranno altri mostri, altri giganti certo! Non è importante: ora ha imparato a rialzarsi, ha imparato a lottare.
Ora sa che ce la può fare!

E tutto questo solo perchè ha fatto quella dannata “flessione“!

 

Beh, per quanto leggermente, ma molto leggermente romanzata, questa storia è accaduta davvero.

esiste, lavoriamo ancora insieme e migliora giorno dopo giorno.

Per concludere, ti lascio con una celebre frase di Vince Lombardi:

“NON IMPORTA QUANTE VOLTE CADI,

MA QUANTE VOLTE CADI E TI RIALZI”

 

Che stai facendo una “flessione” o no…

Alla prossima!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.