SEI SICURO DI AVERE BISOGNO DI UN COACH?

SCOPRI IN TRE PASSI SE INVECE

DOVRESTI SCEGLIERE UNA BADANTE!

È una chiara ed evidente provocazione.

Non me ne vogliano le vere ed i veri “badanti”, a cui va il mio immenso rispetto per il lavoro sociale che svolgono.

Questo contributo si riallaccia a quanto detto qualche tempo fa sui miei canali social.

Mi hai seguito?

Anche se non lo hai fatto, nessun problema!

(Non farlo più però! Potresti perdere l’occasione di imparare davvero qualcosa… ;))

 

Ti faccio un brevissimo sunto di ciò che avevo postato.

In effetti avevo chiesto a chi mi segue se conosceva il significato della parola

COACHABILITY

E tu l’hai mai sentita?

Sai cosa significa?

Te lo dico subito.

In pratica è l’abilità che tu hai di essere “coachable”.

 

Come ho trovato in rete:

La coachability è la capacità di ascoltare attivamente, di dare e ricevere feedback, di superare la propria resistenza al cambiamento, di sfidare convinzioni personali, di spingersi in territori non noti e di mobilizzarsi per il raggiungimento di obiettivi”

FIGHISSIMO!

Senti tanto parlare di coach qui, coach lì.

Coach online e offline.

Coach col cappellino dritto o storto…

Probabilmente sai benissimo cosa è e cosa fa un coach, vero?

Se così non fosse, concediti qualche minuto e dai una occhiata al link seguente, dove illustro come, SECONDO ME, dovrebbe essere scelto un coach:

Se invece pensi che coach sia sinonimo di coccionlain, devi assolutamente leggere:

Tornando a noi, rileggi la definizione di “cochability” con calma.

Ora la analizzeremo insieme secondo i per punti che a mio parere sono importanti, ok?

1. ASCOLTO ATTIVO 

È la capacità di ascoltare con un alto grado di attenzione.

Di partecipare attivamente alla comunicazione.

Completamente diverso dal semplice ascolto inteso come momento in cui ricevi informazioni in modo prettamente passivo.

2. CAPACITA’ DI DARE E RICEVERE FEEDBACK

“La critica può non essere piacevole, ma è necessaria. Essa svolge la stessa funzione del dolore fisico nel corpo. Richiama l’attenzione su uno stato malsano delle cose”

Così disse un certo Winston Churchill

Quando collabori con un coach (serio) è fondamentale “facilitargli” il lavoro. Come? 

DANDO FEEDBACK IN MODO CORRETTO.

Fornendogli tutte quelle informazioni a lui utili per comprendere se il suo progetto (che è il tuo percorso) ha bisogno o meno di revisioni. Queste informazioni devono essere:

  • Cadenzate, nel tempo
  • Oggettive, e non basate su giudizi, letture o influenze varie
  • Sincere, e non contenere sottili manipolazioni personali

RICEVENDO FEEDBACK IN MODO ADEGUATO

Aperto e costruttivo. Questo è fondamentale per migliorare te stesso e crescere.

Devi ascoltarli con attenzione, analizzare le informazioni che contengono e non farti coinvolgere dalle emozioni.

Sono diversi dalle critiche.

Sono uno strumento che serve a farti compiere un balzo in avanti.

Non contengono giudizi.

3. SUPERARE LA RESISTENZA AL CAMBIAMENTO

  1. “Ho sempre fatto così”

    Quante volte te lo sei detto? Lascia che ti dica una cosa:

    CAMBIARE FACENDO CIÒ CHE HAI SEMPRE FATTO,

    È UNA STRONZATA!

    Semplicemente perché come sei ora, in questo momento, è il risultato di quello che hai fatto sino ad ora!

    Stampatelo in testa!

    Nessuna sfiga.

    Nessun gomblotto.

    Certo, per cambiare devi metterti in gioco e sperimentare qualcosa di ignoto.

    E questo può spaventarti.

    Io lo so bene, fidati!

    Ci ho anche scritto un libro…

    (A proposito, se ti interessa, inserisci i dati nel popup che compare su questo sito o clicca sul link sotto riportato. Sarò felicissimo di inviartelo GRATUITAMENTE).

È anche vero che ogni volta che cambi, rompi lo schema che fino a ora ti ha portato ad essere ciò che sei, vero?

E quindi se in quello che sei c’è qualcosa che non ti soddisfa, ROMPI STO SCHEMA!

Inoltre, per cambiare devi MUOVERTI!

Infatti non può esserci cambiamento senza movimento!

La tua mente è abitudinaria per natura e cambiare le costa energia e sforzo.

Può sembrare paradossale ma tendi ad abituarti a ciò che ti provoca sofferenza.

E restare uguale ti fa soffrire.

Ma è semplice: basta muoverti da dove sei!

Questi sono i tre punti che ti rendono coachable.

Certo, molto probabilmente scoprirai che se ne possono individuare altri, ma questi tre considerali FONDAMENTALI.

Per cui, se il tuo (povero) coach:

  • ti deve inseguire per avere i feedback che gli servono
  • si deve assicurare che tu non sia morto da tempo
  • ti deve ribadire ogni volta che ciò che ha progettato è quello che ti serve
  • ti deve spiegare che se hai voglia di inserire qualcosa in più, magari è perché non stai mettendoci la giusta intensità
  • ti deve ricordare che se non vuoi stare a casa, non sono cazzi suoi e quindi non può farti un programma tenendo conto che non hai un cazzo da fare
  • ti deve far notare che il programma non inizia il Lunedì, ma quando lo manda lui
  • ti deve ricordare che se la sala è piena e tu non sai come farti spazio, a lui non frega un cazzo
  • ti deve far notare che se tuo marito, tua moglie, l’amante, la sorella o altri fanno gli anni, si sposano e festeggiano sa solo Dio cosa, a lui ancora non frega un cazzo e quindi non frega un cazzo che tu usi questo per estorcergli “UNO SGARRO
  • ti deve costantemente ricordare che il percorso LO HAI SCELTO TU e lui si attrezza per farti raggiungere al meglio i TUOI obiettivi
  • (e potrei continuare ma qui mi fermo per pietà e sopraggiunta rabbia…)

Allora è probabile, almeno un po’, che sto coach a te non serve.

Magari, come dicevo all’inizio, dovresti rivolgere la tua attenzione, nella ricerca di una buona e paziente (o di un buon e paziente)

BADANTE

A presto,

Coach Max

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